>> venerdì Settembre 4, 2015

NUOVE SCOPERTE SULLA MALATTIA DI HUNTINGTON

Due studi internazionali, uno guidato dall’Università di Leicester e l’altro frutto di una collaborazione con Leicester condotto da scienziati statunitensi, annunciano nuove scoperte sui meccanismi che causano la Malattia di Huntington. La ricerca è alla fase iniziale e  potrebbe anche contribuire agli studi dell’Alzheimer e del Parkinson.
 
*(Fonte: Medical Xpress, 2 giugno 2011)
Nel Dipartimento di Genetica di Leicester, famoso in tutto il mondo, i team del Dott. Flaviano Giorgini e del Prof. Charalambos Kyriacou hanno scoperto che  effettuando un targeting genetico di un particolare enzima, la chinurenina 3-monoossigenasi o KMO, nelle drosofile sono stati in grado di arrestare l’evolversi della neurodegenerazione associata alla malattia di Huntington. Inoltre, manipolando direttamente i metaboliti nel pathway cellulare della KMO con dei farmaci, sono stati in grado di manipolare i sintomi presentati dalle drosofile.
Lo studio relativo alle drosofile, che sarà pubblicato in /Current Biology/ il 7 giugno, è stato sostenuto anche dai team del Prof. Robert Schwarcz (Centro di Ricerca Psichiatrica del Maryland, Scuola di Medicina dell’Università del Maryland, Baltimora), uno dei pionieri in questo ambito, e del Dott. Paul Muchowski (Istituti Gladstone, Università della California, San Francisco).  Questi ultimi due e il Dott. Giorgini hanno pubblicato contemporaneamente un documento in /Cell/, annunciando un progresso nella comprensione della pertinenza terapeutica della KMO nei modelli della malattia di Huntington e dell’Alzheimer nei topi transgenici.
La ricerca sulle drosofile a Leicester è durata più di tre anni ed è stata finanziata dall’Associazione Malattia di Huntington e dalla Fondazione CHDI, Inc. Il Dott. Giorgini, che ha guidato lo studio nel Regno Unito, afferma, “Questo lavoro fornisce la prima prova genetica e farmacologica che l’inibizione di un particolare enzima – la KMO – è protettivo in un modello animale di questa malattia e abbiamo inoltre scoperto che il targeting di altri punti in questo pathway cellulare può migliorare i sintomi della malattia di Huntington nelle drosofile. Il nostro lavoro,  combinato allo studio contenuto nella pubblicazione del nostro collega in /Cell/, fornisce un’importante conferma dell’inibizione della KMO come potenziale strategia terapeutica per questi individui. Dal momento che sono disponibili molti inibitori KMO e molti altri stanno venendo sviluppati, si spera che tali composti possano essere testati definitivamente in esperimenti chimici per questo così come per altri disturbi neurodegenerativi.”
A Leicester, gli esperimenti sono stati eseguiti dai Dott.i Susanna Campesan, Edward Green e Carlo Breda e a Baltimora dal Dott. Korrapati Sathyasaikumar. I team che hanno collaborato proseguiranno i propri studi mirati ad intensificare lo sviluppo dell’intervento medico nel disturbo di Huntington e in altri disturbi neurodegenerativi.
Fornito dall’Università di Leicester
Translation Copyright www.aichmilano.it


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